Invio dei corrispettivi telematici: nuovi adempimenti per il 2020 che coinvolgono anche alcune aziende agricole

by Studio AGRIEURO


Pubblicato sabato 15 febbraio 2020


corrispettivi_telematiciLa certificazione dei corrispettivi, vale a dire l’obbligo di emettere una ricevuta fiscale o uno scontrino fiscale per giustificare il compimento di un’operazione di vendita, è una questione, ormai, nota e per nulla nuova.

Ciò che, invece, risulta una novità è l’obbligo di invio telematico dei corrispettivi. Coerentemente con il processo già attuato nei riguardi delle fatture, vale a dire l’introduzione della fattura elettronica, è stato introdotto anche l’obbligo di far diventare elettronici i corrispettivi.

A ben pensarci, infatti, la quasi totalità delle fatture (sono pochi, infatti, i casi di fatture ancora emettibili in formato cartaceo in luogo di quello elettronico) sono diventate elettroniche e, semplificando al massimo il discorso, transitano prima tramite l’Agenzia delle Entrate e, poi, vengono recapitate al destinatario. Discorso analogo è stato introdotto in termini di corrispettivi, nel senso che anche essi sono diventati elettronici e, pertanto, anche soggetti all’obbligo di comunicazione in tempi ben precisi all’Agenzia delle Entrate.

Similmente al caso delle fatture elettroniche, anche per i corrispettivi l’obbligo di invio telematico ha coinvolto un’ampissima platea. Chiaramente, però, ci sono ancora alcune situazioni che rimangono escluse dall’invio dei corrispettivi telematici.

Con particolare riferimento al settore agricolo, è bene prestare attenzione alla casistica in cui ci si trova. La norma, in effetti, non esclude in toto dall’invio telematico dei corrispettivi le operazioni relative al settore agricolo. Però, in realtà, molti casi potrebbero essere fuori dal campo di applicazione di tale adempimento.

Ad esempio, un’azienda agricola in regime speciale IVA che venda frutta e verdura di propria produzione al mercato può essere un caso di esclusione da tale obbligo. Di contro, un’attività agrituristica, nel momento in cui certifica il corrispettivo relativo all’incasso di un pasto o di un pernottamento, pur operando in ambito agricolo, non viene esentata dall’obbligo.

La realtà agricola, dunque, deve, sicuramente, prestare attenzione a questa novità, ma non è detto che sia coinvolta, occorre analizzare attentamente l’impianto contabile e fiscale aziendale al fine di capire quale sia il comportamento corretto da tenere.

La questione, poi, è tutt’altro che banale, in quanto, se l’azienda deve provvedere alla trasmissione telematica dei corrispettivi, significa che deve cambiare metodo per la rendicontazione delle proprie operazioni. Ad esempio, la ricevuta fiscale non è più utilizzabile, così come il classico registratore di cassa a cui eravamo abituati fino a qualche tempo fa. Occorrono, invece, strumenti in grado di trasmettere, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate i flussi informativi richiesti dalla normativa.

Inoltre, occorre comprendere bene in quale situazione ci si trovi, in quanto il legislatore, nell’introdurre una novità di così ampia portata, si è premurato di suddividere la decorrenza dei nuovi obblighi in base al volume di affari dei contribuenti, dando, a quelli minori, una tempistica più lunga, mentre quelli maggiori sono obbligati già dal secondo semestre del 2019; non mancano, inoltre, periodi transitori in cui si può procedere alla trasmissione telematica dei corrispettivi con strumenti alternativi e in tempi più lunghi.

In conclusione, pare che il percorso verso la digitalizzazione delle operazioni delle aziende sia a buon punto, a prescindere da pregi e difetti, e, indubbiamente, l’informatica ha assunto un ruolo centrale estremamente rilevante, diventando strumento quotidiano per moltissime imprese.

 

Studio Agro-tecnico AGRIEURO

di Pasero Agr. Angelo

www.studioagrieuro.it