Buone notizie per l’utilizzabilità del credito di imposta

by Studio AGRIEURO


Pubblicato sabato 30 gennaio 2021


UTILIZZO-ECCEDENZA-CREDITO-IMPOSTAIl credito di imposta per investimenti in beni strumentali ha fatto tanto parlare di sé, sia nel 2020, sia nel 2021.

Esso prevede, per le imprese che effettuino determinati investimenti in beni strumentali, la possibilità di recuperare parte delle spese sostenute mediante un credito di imposta utilizzabile a compensazione di altri debiti tributari.

La percentuale recuperabile, che può andare dal 6% al 50%, dipende dalla tipologia di bene acquisito e dal periodo in cui avviene l’acquisizione (infatti, la disciplina del credito di imposta per investimenti in beni strumentali è disciplinata da due norme: la Legge di Bilancio 2020 e la Legge di Bilancio 2021). Inoltre, il credito può essere utilizzato, secondo le disposizioni normative, in un numero di rate annuali che può andare da uno a cinque, anche questo da valutare caso per caso.

Le aziende agricole, appartenenti ad un settore in cui gli investimenti in beni strumentali sono necessari ed importanti, possono essere interessate da tale possibilità.

Uno dei punti interrogativi principali, però, è stato, sin dall’introduzione della prima versione del credito di imposta in questione (Legge di Bilancio 2020), come gestire l’eventuale parte di credito di imposta non utilizzata in compensazione nell’anno.

Ad esempio, se un’azienda effettua un investimento del valore di 80.000 euro ed esso ha i requisiti per accedere al credito di imposta pari al 50% della spesa, da compensare in 3 quote annuali, significa che, ogni anno, l’azienda può compensare 13.333 euro circa. Se l’azienda, nell’anno, ha debiti tributari compensabili, per esempio, solamente per 10.000 euro, cosa succede ai restanti 3.333 euro circa facenti parte della quota compensabile nel primo anno?

Nel corso di Telefisco 2021, è stata sostenuta la possibilità di poter traslare all’anno successivo la quota non utilizzata. Tornando all’esempio precedente, quindi, nel secondo anno, la somma di credito di imposta compensabile ammonterebbe non solo a 13.333 euro circa, ma a 16.666 euro circa. Questo rappresenta un’ottima arma contro il rischio di perdere la possibilità di fruire di parte dell’agevolazione.

Questo chiarimento è, certamente, di fondamentale importanza, in quanto, specie nel settore agricolo, a fronte di investimenti importanti, i debiti tributari compensabili sono, spesso, ridotti, per via del meccanismo di tassazione peculiare del settore agricolo.

Inoltre, sino ad ora, per prudenza, generalmente, si tendeva a calcolare la possibilità di utilizzare il credito di imposta interamente nell’anno di riferimento, in quanto, in assenza di precisi chiarimenti, non era noto se l’eccedenza non utilizzata potesse essere riportata all’anno successivo o meno.

Infine, un chiarimento del genere è importante, in quanto la Legge di Bilancio 2021, nel modificare la disciplina del credito di imposta per investimenti in beni strumentali, è andata nella direzione di aumentare le percentuali da applicare nel calcolo, facendo crescere, quindi, l’importo del credito di imposta, ma anche in quella di ridurre il numero di anni in cui si renda utilizzabile il credito, generando l’effetto di dover compensare, ogni anno, somme maggiori, a parità di investimento, rispetto alla vecchia disciplina. Questo fatto, naturalmente, può essere un problema, che può acuirsi nel caso di aziende agricole, per via del loro peculiare meccanismo di tassazione.

Ulteriori chiarimenti sarebbero auspicabili in materia di credito di imposta, essendo la disciplina complessa e variegata, pertanto conviene tenersi aggiornati in materia, nel caso dovessero venire rilasciate ulteriori indicazioni da fonti ufficiali.

 

Studio Agro-tecnico AGRIEURO

di Pasero Agr. Angelo

www.studioagrieuro.it