Possibile deroga al 4% dei terreni improduttivi per il 2024

by Studio AGRIEURO


Pubblicato sabato 3 febbraio 2024


DEROGA-BCAA8-2024Tra le regole da rispettare per accedere ai contributi comunitari, vale a dire l’insieme di norme che vanno sotto il nome di condizionalità rafforzata, ve n’è una, in particolare, che appare estremamente complessa da rispettare.

Si tratta della BCAA8, vale a dire la regola che prevede che una superficie pari almeno al 4% dei seminativi venga destinata ad aree ed elementi non produttivi. L’obiettivo è raggiungibile sfruttando, ove possibile, superfici con elementi non produttivi permanenti, quali, ad esempio, stagni, boschetti, fasce alberate e alberi isolati, siepi e filari, muretti a secco, terrazzamenti, sistemazioni idraulico-agrarie caratteristiche, margini dei campi od altri elementi simili. Dove, però, questi elementi non risultino sufficienti, occorre ricorrere ai terreni a riposo, cioè non coltivati.

Naturalmente, si tratta di un’imposizione non di poco conto, specie in zone dove viene sfruttato per fini agricoli il territorio in modo completo. Infatti, nel caso di un’azienda con 50 ettari di seminativi e nessun elemento non produttivo permanente, occorre lasciare a riposo almeno 2 ettari di terreno per rispettare la regola.

La questione è complessa, specie dal punto di vista economico, in quanto, alle spese relative all’affitto del terreno o, comunque, agli oneri inerenti la proprietà del fondo, non risulta possibile contrapporre i ricavi derivanti dallo sfruttamento del medesimo al massimo delle possibilità.

Inoltre, nello scenario attuale, nel quale risulta importante l’approvvigionamento interno di materie prime, questa logica, basata su motivazioni ambientali, va in collisione con la realtà economica.

La proposta al vaglio a livello europeo in queste settimane prevedrebbe la possibilità, per gli agricoltori, di derogare, per l’anno 2024, rispetto all’obbligo di lasciare questo 4% di seminativi ad aree non produttive, consentendo di sfruttare anche tali superfici, ma con alcuni limiti, che potrebbero consistere nell’obbligo di coltivazione di colture azotofissatrici e/o colture intercalari sul 7% dei seminativi.

Allo stato attuale, si tratta di una proposta al vaglio degli enti preposti a decidere, pertanto nulla è ancora confermato in maniera certa. Però, si può intuire che potrebbe esserci una qualche possibilità di apertura da parte dell’UE nell’ottica di ottimizzare la possibilità di sfruttare i fondi agricoli, elemento importantissimo nello scenario attuale, che risulta già costellato da numerosi problemi di vario genere.

Conviene, pertanto, tenersi aggiornati sull’evoluzione normativa, dato anche l’avvicinarsi del periodo primaverile, con la ripresa di molte operazioni colturali sui seminativi.

 

Studio Agro-tecnico AGRIEURO

di Pasero Agr. Angelo

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